Gennaio 29, 2019

corrieredelmezzogiorno

 Niente più panico da primo colloquio di lavoro. 

A fare la primissima scrematura dei candidati sarà uno speciale algoritmo che analizza << l’intelligenza emotiva >> degli aspiranti dipendenti.

Il futuro del mondo del lavoro ? Parte dalla Campania e in particolare dalla startup Colloquio24, fondata nel 2016 da Carmela Casella, Marco Miniussi, Mauro Di Micco e Tiziano Cianti.

<< Siamo nati a Caserta – spiega la Casella-durante l’Accademy dell’hub 012 Factory , dove siamo tutt’ora incubati con un sogno: preparare le persone per il colloquio di lavoro. Sogno che si è trasformato in qualcosa di ben più innovativo.

 Infatti abbiamo realizzato un software che grazie all’intelligenza artificiale mappa le micro espressioni del volto del candidato. Dopodichè analizza i dati raccolti e crea una sorta di profilo in cui si scoprono quali sono le sue soft skills. 

Dalla Consapevolezza di sè fino alla Gestione delle relazioni con gli altri. Considerate come un recente studio fatto da Linkedin ha sottolineato quanto sia difficile per gli addetti alle risorse umane far emergere questo tipo di competenze, o la carenza delle stesse durante un canonico colloquio>>

In parole semplici Colloquio24 è un test. Il candidato si posiziona davanti alla webcam,  il computer fa delle domande su aspirazioni e ambizioni lavorative. A questo punto il software studia le <normali reazioni umane > e mette in relazione le competenze emotive del candidato con quelle necessarie per quel ruolo specifico.

Una soluzione che sta facendo in  modo che la startup Campana, sebbene i componenti vengano da tutta Italia, conquisti la fiducia sia di chi si vuole candidare in “maniera particolare” che delle Aziende.

<< Il nostro cliente tipo è proprio l’Azienda che così può trovare i talenti che fanno più al caso suo. Ma non solo – termina- il nostro software è usato anche ai fini della formazione interna. Vi faccio un esempio. 

Mettete il caso che in un’azienda si stia per dare il via a una serie di corsi per gli addetti al’assistenza clienti, o di qualsiasi altro reparto. Noi possiamo analizzare i dipendenti e dire all’azienda in quali aree ci sono più  lacune cosi che si possa creare un esperienza formativa tagliata su misura>>

Paola Cacace